De Novi Web

Mese

Aprile 2009

19 post

“In my mind, it’s really interesting how technology is now being developed by and for consumers and then trickles into the business world. For so many years, it was the other way around (email, computers, cell phones, etc. all began as business technologies).” —Putting people first » Social networking sites as business tools
Apr 30, 2009
The Future of the Social Web: In Five Eras « Web Strategy by Jeremiah Owyang | Social Media, Web Marketing → web-strategist.com
Apr 30, 2009
“We tend to oversimplify when we argue whether technology is making us smart or making us stupid,” Small says. “The brain is complex and technology is complex; it’s the content, timing, and balance of what we’re doing that’s important. We can argue whatever we want with so little data. It’s not settled; we need to study it. These are the technologies that are part of our lives, so we need to be scientific about it and not conclude from the outset whether it’s all good or all bad. We need to understand it and use it in a way to enhance our lives.” —This Is Your Brain on Facebook § SEEDMAGAZINE.COM
Apr 21, 2009
“except for the ‘Relationship Status’ field on our Facebook profiles, we’re certainly not performing our relationship; and actually, it’s been an interesting process of negotiating our respective privacy preferences” —Smart Mobs » Blog Archive » Love and relationships in the era of social media
Apr 21, 2009
Apr 20, 2009
Apr 17, 2009
“quei dipendenti che scrivono spesso e volentieri e-mail ai propri capi genererebbero in media, a fine mese, un fatturato superiore di 588 dollari. Mentre quegli impiegati con relazioni elettroniche più deboli con la dirigenza farebbero guadagnare all’azienda quasi 100 dollari in meno al mese.” —Il prezzo delle relazioni sociali (in ufficio)
Apr 16, 2009
“Internet nasce per assicurare che due nodi possano comunicare in ogni circostanza; non esiste contromisura che possa impedirlo definitivamente», racconta Stefano Quintarelli, grande esperto di telecomunicazioni. La conseguenza di questa architettura del network è che la repressione può solo stimolare l’ingegno con conseguenze sociali gravi. «Filtri al p2p o soluzioni alla Sarkozy spingeranno la gente a trovare soluzioni per aggirare i divieti. E dunque – conclude - sistemi di anonimizzazione o reti cifrate diventeranno più diffusi con il rischio che si prestino a usi molto pericolosi».” —L’Italia in guerra con Facebook & co
Apr 15, 2009
“il bookshop online di openp2pdesign.org realizzato su Lulu.com è finalmente aperto e attivo a questo indirizzo: http://lulu.com/openp2pdesign.” —Open Peer-to-Peer Design » Blog Archive » Il negozio online di openp2pdesign.org su Lulu.com è finalmente attivo!
Apr 15, 2009
“Così come la riserva di grasso che ci si deposita sui fianchi non verrà sfruttata tra un pasto e l’altro, così la raccolta di informazioni grezze non avrà il tempo di essere metabolizzata tra un click e l’altro. Informazioni che si riducono a pezzi di un puzzle che non si ha il tempo di far combaciare.” —Apogeonline » La nostra mente sovrappeso
Apr 14, 2009
“Descrive insomma uno degli effetti più notevoli per i quali dovremmo, al di là dell’implacabile susseguirsi delle mode tecnologico/organizzative, interessarci all’E2.0: perché porta all’interno del mondo dell’impresa lo stesso sfondo che le persone instaurano nel mondo tout-court (possiamo dire ‘nel loro privato’?), rendendo la nostra stessa vita di relazione il modello di creazione e gestione delle imprese. Una rivoluzione, diciamolo senza mezzi termini.” —marco formento // cailloux: Enterprise 2.0: lampi e bricolage
Apr 14, 2009
“Un’economia che accoglie la condivisione, la collaborazione, la ricchezza dei commons, le relazioni tra le persone, è più reale di quella che si basava soltanto sulla razionalità dell’egoismo utilitarista. La rivalutazione della dimensione della rete in un mondo che si era pensato come un sistema di gerarchie è una sorgente di opportunità culturali e organizzative.” —Yochai Benkler - Luca De Biase
Apr 14, 2009
“A participatory culture is a culture with relatively low barriers to artistic expression and civic engagement, strong support for creating and sharing one’s creations, and some type of informal mentorship whereby what is known by the most experienced is passed along to novices. A participatory culture is also one in which members believe their contributions matter, and feel some degree of social connection with one another. Participatory culture shifts the focus of literacy from one of individual expression to community involvement.” —Confessions of an Aca/Fan: Critical Information Studies For a Participatory Culture (Part One)
Apr 12, 2009
“Sono sempre dei team molto piccoli che fanno delle grandi invenzioni” “Alla fine la verità non è altro che l’interazione molto intensa di persone che hanno competenze diverse e che riescono a trovarsi in un contesto per cui hanno la possibilità di giocare con la realtà.” * Qualità dei singoli come persone e come professionisti; * competenze diverse capaci di integrarsi; * piccoli dream team.” —Ibridazioni | Persone di qualità, competenze diverse e piccoli dream team
Apr 10, 2009
“The conclusion of the W3C paper is that “the integration of sensor networks with social networks leads to applications that can sense the context of a user in much better ways and thus provides more personalized and detailed solutions.” —When Sensors and Social Networks Mix - ReadWriteWeb
Apr 10, 2009
“La Legge di Beckstrom (questo è il nome del nuovo modello proposto), al contrario, si basa su di una completa differente prospettiva rispetto alle altre due, e cioè su di una prospettiva pratica e user-centrica che guarda ai confini di un network: questa nuova legge stabilisce infatti che il valore di un network è dato dal valore che il network stesso aggiunge alle transazioni utente condotte al suo interno. In altre parole, questo modello cerca di stimare quanto vale un network per ogni singolo utente che ne fa parte, e tale valore è determinato calcolando il valore di beneficio netto che la presenza stessa del network aggiunge alle transazioni condotte da quell’utente attraverso di esso.” —Network Economics: qual’è il reale valore di un network? - Stalkk.ed
Apr 8, 2009
“Social Media Scape”: un nuovo e diverso panorama costituito dalla commistione di micro-blogging, blog “tradizionali”, social network e dispositivi mobile. In particolare, il futuro del social computing sembra destinato a svilupparsi sempre più proprio in ottica mobile: […] Provando ad evitare considerazioni legate esclusivamente a un ambito tecnologico, il Social Media Scape nasce dall’interazione non tanto di strumenti, quanto di nuove forme del comunicare che questi strumenti permettono e anzi favoriscono. Sono le forme del comunicare che necessitano di essere analizzate per comprendere l’evoluzione del concetto di socialità legata a strumenti come Twitter o Facebook.” —neXres » LIFE sharing
Apr 7, 2009
“Quello di cui possiamo parlare è l’avvento di una nuova cultura delle emozioni, caratterizzata da partecipazioni emotive intense, disimpegnate e mediate. Cambia il concetto di intimità e si lega molto più al soggetto che alle relazioni, in una rete di soggetti emotivamente sovraesposti e apparentemente deresponsabilizzati grazie alla mediazione mediale.” —Sketchin - There is life inside experience design » Individualismi e soggettività: la sovraesposizione emotiva
Apr 7, 2009
“building sites around social objects. What this means is that the social sites we visit today are not just friend networks - they’re also built around objects that connect people with shared interests” —Building Sites Around Social Objects (Live from Web 2.0) - ReadWriteWeb
Apr 4, 2009
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