Marzo 2011
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Febbraio 2011
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“La nostra responsabilità passa quindi anche dalle abitudini comportamentali che caratterizzano il nostro modo di stare in rete. Come il fatto che spesso accettiamo la condivisione di contenuti senza curarcene troppo e facilitiamo la circolazione di discorsi di incitamento all’odio senza accorgercene. Per questo parlarne può aiutarci a esplicitare la necessità di far crescere una consapevolezza critica sui discorsi che facciamo online, perché con le nostre parole stiamo costruendo un mondo che può includere ed escludere con estrema facilità. E questo farà la differenza.”
—L’antidoto all’odio su Facebook siamo noi | Apogeonline
Gennaio 2011
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“Se allora, per ”interagire” basterà sfiorarsi col telefono (noi e la marca, ovviamente) invece che armeggiare col cellulare e arrabattarsi per fotografare codici poco a fuoco in scarse condizioni di luce, è probabile che l’interazione sarà effettivamente più probabile. Con prodotti, negozi, pubblicità. E davvero sarà tutto, ma proprio tutto, a portata di mano. A condizione che ci avviciniamo a non più di 10 centimetri dal chip.”
—Meglio di QR Code e Rfid, scambiare dati con NFC | Apogeonline
Dicembre 2010
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I dati e il contesto: open data e dibattito democratico →
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consiglia di pensare gli open data come un pezzo di un ecosistema della discussione razionale allargata che usi i dati come carburante, ma al cui centro stia, saldamente, il dibattito democratico. #spaghettiopendata
“C’è stato un tempo in cui per ascoltare una storia si stava vicino un fuoco, e chi raccontava la storia era il vecchio saggio. Con la comunicazione di massa questa cosa è un po’ cambiata. Nella narrazione delle storie c’è uno scontro per il potere. Chi ha il potere di raccontare la propria storia, la propria verità, ha anche il potere sul futuro. Oggi questa popolarizzazione delle forme da la possibilità di raccontare un’altra storia. Come reagiscono gli altri astanti…nei casi più intelligenti reagiscono bene. La collaborazione avviene anche nella volontà di partecipare alla narrazione.”
—I Nuovi Scenari di visione cinematografica negli anni ’10 raccontati dai proff. Paolo Peverini ed Emiliana De Blasio - cineama
“OpenLeaks: negli obiettivi di breve termine la dura critica a Julian Assange: “Completare un’infrastruttura tecnica e un’organizzazione che sia governata democraticamente da tutti i suoi membri e non solo da un gruppo limitato o individualmente”.”
—PI: Wikileaks, concorrenza interna
“questi risultati confermano che più una persona è socialmente ansiosa, più è grande il beneficio che può ricevere dalla comunicazione mediata dal computer.”
—Interattivo
“Se si va avanti con posizioni ideologiche o ingenue ci sarà una stupida guerra. Tra poteri che contrastano l’azione di Wikileaks e programmatori che moltiplicheranno i siti sui quali si potranno pubblicare documenti segreti, che difenderanno Wikileaks, che attaccheranno chi attacca Wikileaks. Una confusione crescente, invece di una maturazione del sistema dell’informazione.”
—Assange, Chomsky, Lee Hunter… Shirky… qualcosa sta andando storto - Luca De Biase
“Il danno dei social media, scrive Time Out New York, è che sta rendendo passivi perfino gli iperattivi newyorkesi. Sempre più di frequente vedono una mostra d’arte attraverso le immagini di qualcun altro che le diffonde con Facebook o magari vivono virtualmente una party house attraverso un video su YouTube.”
—Facebook e Twitter spezzano il cuore di New York » Manhattan Transfer - Blog - L’espresso